Spedizione gratuita per ordini a partire da 25 euro

L’esperto consiglia

La caffeina fa male?

Quando beviamo un caffè, la caffeina (alcaloide stimolante naturale) in esso contenuta è in grado di superare agevolmente la barriera emato-encefalica del cervello. In breve, i suoi effetti sull'attività cerebrale sono veloci e quasi immediati.

Perché il caffè è considerato eccitante?

Nel cervello, la caffeina si lega ai recettori dell’adenosina, un neutrasmettitore che ha azione inibitoria del sistema nervoso: in poche parole provoca sonnolenza.
Il contrasto tra l'attività stimolante della caffeina e l'adenosina, è alla base della ragione per cui dopo l’assunzione di un caffè la nostra soglia di attenzione si alza e diminuisce il desiderio di dormire.

Il picco di caffeina nel sangue si ha circa 60 minuti dopo l’assunzione e dopo 4 ore in media il fegato ne degrada circa il 50%.

Effetti sul sonno della caffeina

Gli esperti, tuttavia, evidenziano come il consumo di caffeina (e l'apparente minore necessità di dormire) non possa sostituire le ore di sonno necessarie all’organismo. In accordo con i ritmi circadiani -ovvero cicli biologici di 24 ore che regolano le funzioni del corpo e dipendono da un corretto equilibrio tra ore di sonno e ore di veglia- è necessario che l'individuo si assicuri almeno 7-9 ore di sonno notturno continuativo per preservare il proprio stato di salute, in particolar modo il sistema immunitario e i processi di riparazione cellulare del corpo, che avvengono proprio di notte.

Secondo il New England Journal Of Medicine, in persone in buono stato di salute, il consumo di caffè è associato alla riduzione dello sviluppo di malattie croniche.
Sebbene i motivi non siano ancora chiari i ricercatori ipotizzano che la caffeina agisca nella riduzione della proteina beta-amiloide un biomarker che si ritiene favorisca lo sviluppo dell’Alzheimer.

Il caffè fa male al cuore?

In soggetti sani, non portatori di patologie a carico del sistema cardiovascolare, il caffè non sembrerebbe influenzarne negativamente il corretto funzionamento.

Sebbene nel breve periodo (ovvero nei momenti immediatamente successivi alla sua assunzione) è evidente un aumento della pressione sanguigna, nel lungo periodo l'effetto sulla pressione arteriosa viene attenuato dall’acido clorogenico contenuto nel caffè.

Per questo motivo non è strettamente necessario che chi soffre di pressione alta (ipertensione), rinunci totalmente al consumo di caffè, anche se è comunque sempre consigliato chiedere parere al proprio medico curante.

Il caffè previene il diabete tipo II?

Il caffè può inoltre contribuire a prevenire alcuni fattori che portano allo sviluppo del diabete di tipo 2. La caffeina, infatti, dato il -blando- potere anoressizzante, provoca una comunque significativa riduzione dell’appetito, con conseguente riduzione dell’apporto calorico e diminuzione del peso
corporeo.
Ovviamente, lo stesso discorso non vale per le bevande energetiche, o energy drink, in quanto ricche di zuccheri.

Dr Sacha Sorrentino

Non perderti le nostre offerte

Iscriviti alla nostra Newsletter per essere aggiornato sulle nostre offerte e iniziative.